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PREFAZIONE GENERALE ALLE MIE OPERE
di Enrico Pasini

> Foto di Enrico Pasini <

Ho scritto la mia musica perché essa fosse lo specchio della mia vita. In essa racconto me stesso, tutte le esperienze che ho vissuto, le emozioni che hanno dato sapore allo scorrere dei giorni e degli anni.Sono contento che questo “diario musicale” esista perché normalmente nella vita e per questioni legate a quella prassi secondo la quale a volte per convivere pacificamente, è necessario indossare i panni della doppia personalità con la quale gli altri credono quello che noi non siamo. Con la musica no, sono stato sincero fino in fondo altrimenti, e per prima cosa, sarei stato falso con me stesso e come questo sarebbe stato possibile? La musica non si sa da dove nasce, ma è indubbio che essa è come un vulcano, dove nel profondo, un fuoco inestinguibile e attivo emana energia che poi con forti spinte uscirà prepotentemente all’esterno mostrandosi a tutti in uno scenario impressionante ma affascinante nello stesso tempo.Quando ho sentito il desiderio di fermare sulla carta quello che passava nella mia mente e nel mio cuore è stato come se non fossi stato io a ideare quei pensieri musicali, ma mi sono sentito nel ruolo straordinario di chi copia ciò che gli viene detto dall’alto come se la penna fosse guidata misteriosamente da altri. E’ stato sempre così e quando ho ascoltato le partiture dopo diverso tempo, pur sentendole proprie perché aderenti alla mia sensibilità, mi è sembrato impossibile di averle ideate e ne ho apprezzato la fattura. Sotto il soffio dell’ispirazione la mano ha corso veloce sulla carta e spesso una partitura ha visto la luce in poche ore. In qualche caso, invece l’ispirazione si è interrotta ed è passato molto tempo prima che mi potessi ricucire al discorso musicale intrapreso, ma l’ho fatto solo quando mi sono sentito pronto per realizzare questa cucitura che non avrebbe dovuto mostrare il punto di sutura. A volte questa musica è iniziata per caso perché semplicemente seduto all’organo e nella semi oscurità della mia stanza ho lasciato vagabondare la mente mentre le mani traducevano i miei pensieri sulla tastiera oppure in seguito ad una specifica richiesta o ancora davanti al computer senza l’ausilio del suono ma solo con l’immaginazione. Modi diversi di comporre ma tutti efficienti.
Anche i miei stati d’animo sono stati espressi molte volte in modo assolutamente contraddittorio perché non sempre un “Allegro” ha voluto sottolineare un momento felice e un ”Adagio” quello triste. No, non è stato così e neppure ho volutamente fare premeditata confusione per depistare che mi vuole veramente conoscere. La mia musica è contraddittoria come la stessa vita che ho vissuto  perciò essendone il riflesso autentico si è espressa nel modo più naturale possibile in perfetta simbiosi.
Quando essa ha iniziato il Suo cammino in concerti pubblici, ho avuto la fortuna di sentire gli apprezzamenti positivi della gente comune e la cosa che mi ha impressionato di più è stato, quando queste cose sono accadute all’estero.Un’unanimità di giudizi positivi non me l’aspettavo davvero e neppure che miei colleghi mettessero in programma miei brani Ma perché la gente dimostra questo sentimento di gratificazione nei miei confronti ribadendo che questa musica è scritta con il “cuore”? A quest’interrogativo ho pensato molto ma poi ho trovato la risposta più logica in quanto la gente si ritrova dentro di essa con facilità perché  è un racconto normale per persone normali, la vita di ognuno di noi con tutto ciò che accade, insomma un libro aperto nel quale le mie pagine sono le loro pagine e a me è stato dato il solo compito di raccontarle.

Lo stile compositivo adottato, se da una parte potrebbe sembrare variato ma anomalo, dalla musica di Chiesa al jazz, è pur vero che le tantissime esperienze musicali che ho fatto hanno finito per miscelarsi tra loro sino a formare uno stile indefinito ma aperto ad ogni possibilità. A volte ho raggiunto la polivalenza che mi ha consentito di suonare brani non classici in modo classico perciò anche una melodia di una canzone ha preso un’altra piega se eseguita all’organo con particolari accorgimenti di registrazione.Le mie composizioni sono rimaste nell’ambito cameristico perché non sono nato per fare l’orchestrazione per la quale bisogna avere doti specifiche ma la mia presenza e collaborazione con l’Orchestra Sinfonica di Cagliari in diversi anni mi ha invece erudito su certi impasti timbrici e sulle qualità espressive dei singoli strumenti, una vera “scuola pratica” che mi ha insegnato molto.
Per l’organo ho scritto molto ma con uno spirito innovativo.Non concepisco lo strumento legato solo alla Chiesa avvolto da spirali fumogene d’incenso ma riconosco ad esso un ruolo autonomo come ad un altro qualsiasi strumento. E allora ecco il perché di certe musiche  che potrebbero uscire fuori dai “canoni tradizionali”. Se è vero che lo strumento è stato sempre considerato il mediatore tra cielo e terra è altrettanto inconfutabile che ora anche esso ha bisogno di “respirare aria nuova” per conquistare una fascia di pubblico sempre più ampia e anche dei “non credenti”al pari di altri strumenti.

Per quanto riguarda la difficoltà tecnica sono stato molto attento affinché la mia musica non diventasse appannaggio dei pochi virtuosi, ma fosse anche “possibile” per un esecutore medio dotato e questo anche perché ne avrebbe facilitato la diffusione capillare.
In più penso che a volte la troppa complicazione tecnica finisca per sovrastare il pensiero musicale sino ad azzerarlo.Solo l’amatissimo Bach è riuscito a fare cose geniali nella complessità tecnica facendo il percorso contrario come ad esempio nelle Sonate in trio dove la difficoltà tecnica è a livello altissimo, mentre il risultato è di una semplicità disarmante facendo apparire brani facili ciò che si muove nel mondo del quasi impossibile. Ma qui ci troviamo di fronte ad un genio che non può fare testo.
Nell’organo ho privilegiato invece la corsia dei “coloriti” affondando le mani in quella tavolozza variopinta di colori per la quale la mia musica è stata ideata. In quell’universo colorato le mie musiche trovano la ragion d’essere ma anche in questo caso non ho privilegiato lo strumento con una miriade di registri e molte tastiere. Se lo si trova, l’esecutore avrà modo di mostrare tutta la Sua bravura nelle scelte ma anche chi ha un piccolo strumento potrà eseguire la mia musica senza che essa ne abbia a soffrire.
Tecnica e coloriti, un binomio non portato all’esasperazione, ma come mano di aiuto affinché quelle note possano nuovamente vivere nel tempo.

Un capitolo a parte sono le varie trascrizioni che ho realizzato specialmente quelle per viola e organo. Credo in questo modo di avere dato un contributo all’aumento del repertorio della viola in una formazione cameristica non molto usuale.Le opere per viola e organo e flauto e organo trascritte e non sono dedicate ai miei figli Giovanni e Daniele mentre a mia moglie tutte le opere per 2 pianoforti e pianoforte a 4 mani.

E’ d’obbligo il grazie più caloroso a tutti quelli che hanno eseguito i miei brani in giro per il mondo e per questo dovrei fare un elenco di nomi molto lungo, ma desidero esprimere ciò citando uno per tutti il Maestro Hans Uwe Hielscher. Organista della Cattedrale di Wiesbaden, uno splendido esecutore della mia musica perché ha creduto in essa e quindi l’ha eseguita con una affetto e una passione straordinaria.

Ascoltare la mia musica, quindi, è leggere il libro della mia vita e se vorrete veramente conoscermi questo sarà il modo più autentico per farlo.A due strumenti particolari ho dedicato le mie migliori risorse ed il motivo è stato del tutto naturale.Due figli musicisti come Giovanni, viola, e Daniele, flauto, mi hanno fatto innamorare di queste sonorità e con loro ho fatto “esperienze impagabili.” intorno al mondo Loro hanno tenuto a battesimo le opere per questi strumenti, loro sono stati i migliori interpreti dei miei pensieri. Le opere per due pianoforti sono nate invece dalla collaborazione concertistica con mia moglie Fiorella che le ha tenute a battesimo quanto ho scritto pagine per i due strumenti durante la nostra giovanile attività concertistica.
In questo mio universo musicale, forse molto dispersivo circa i vari stili che ho usato  incoraggiato in questo dal mio indimenticabile Maestro di composizione Armando Renzi, potrete però trovare forse una zona dove collocarvi e sentire che questa musica Vi appartiene. Se così sarà vorrà dire che sono parzialmente riuscito nell’intento di dare gioia e serenità e un momento di piacevole evasione nella vita di ognuno di Voi.

La musica è stata per me la vera ragione di essere, il motivo conduttore di tutto il percorso che ho seguito, non ha mai tradito le mie aspettative, ma è stata silenziosa complice compagna nei momenti difficili e non che ho attraversato.Non potevo augurarmi di meglio. L’aggiunta di avere formato una famiglia musicale è stato un complemento gradito ma inaspettato che Dio mi ha voluto regalare per rendere la vita ricca di soddisfazioni prima con la personale gratificazione in prima persona e poi attraverso il lascito alla discendenza che continuerà a segnare una strada da me abbozzata seppure con diversi, ma bellissimi strumenti.

 

 


 

GENERAL PREFACE TO MY MUSICAL OPERAS
by Enrico Pasini

> Foto di Enrico Pasini <

I wrote my music  with the intention to describe all my life.Into it everyone can find all experiences and emotions wich I lived. I am very happy of this my sincere musical and personal diary. Sometime in the life it is necessary to live in a false way our interpersonal relations, all this to serenely live our life but projecting a different imagine of us. In the music I have been sincere showing to my self and other persons my real nature.
It is a great mystery where the music borns but certainly it is  in the depth of our heart like the fire of a vulcano that at the just moment to forcefully goes out  showing itself in a wonderful scene.
When I had the just musical inspiration I felt myself in a different way, like who is writing from dictation and in this way my pen didn’t work hard to realize every score and when I listened to my scores after much time I  had the sensation not to be the Author of this music. Sometime writing my compositions the inspiration suddendly stopped itself so I had to wait for a much time before continuing them with a new one. Often I composed my pieces improvising them on the organ or piano in the semidarkness of my room or sitting in front the computer hearing every sound into my mind. Often my compositions borned and were realizated in a very short time.
When I played my music in public concerts I heart many positive opinions about of it and all persons sayed me that my music has been written with the heart.I have been very happy of this important judge but I think that my music depicts the life of a normal man and all persons recipt themself into it.
Writing my music I had different way to express my thoughts and often with confliting emotions because they are the mirror of my life. For this reason an “Allegro” can show a sad moment of my life and an “Adagio” an happy moment of it. My life have been self-contradictory and my music is the same thing with a perfect symbiosis.I was very surprise when knew that my colleagues were playng my music, a great and significative sign of estimation and  confidence toward me.

My musical style is various from the Church to jazz music because I lived an intense musical life full of different experiences.All this converged into a personal compositive style.So my musical style results multivalent and some my music can to be used for different obiects like Church music, or  a song or like background for films.
My pieces are limited to chamber music because to orchestrate a music it is necessary to have other musical qualities and a particular inclination and interest.My professional activity like organist with the Symphonic Orchestra of Cagliari learnt me many things about all various instruments like their expressive qualities and combinations.
For the organ I wrote music with an innovative spirit.After many siecles the instrument can have an own life not with an exclusive connection with the Church but also in order to concert’s hall with a more independent role.
If it is true that the organ was considerated the mediator between sky and earth now it can breath a new air just like with all others instruments.I think that the organ with an innovative and profane repertory can attain a new listening time also for the not – believing.
In order to the tecnichal difficulty my music is accessible for organists who have normal  musical qualities and not only for virtuoso musicians.In this way my music became popular. In addition to this I think that the excessive tecnichal difficult can oscured the authentic significate of the music and prevents the understanding. Bach only was successful writing complicate, brilliant musical ideas  but the final result was  very clear and simple like only the genius can do!A tipycal example are six Trio Sonate .Listening to them you have the sensation of easy music while their realizations is very complicate. But  his music is not authoritative.
At the contrary with my music organistes have the possibility to use many colours of instrument’s stops with different and frequent changements. In my music is present a normal technique and the search of many colours.
Organistes can play my music on a great or small instruments without serious problems.With small instrument it will be necessary use more free combinations.
In addition to my original compositions I realized different and interesting transcriptions  specially for viola and organ and flute and organ. All these operas are dedicated to my sons Giovanni and Daniele.
I thank very much all musicians who played my music and in a particular way my dear friend Hans Uwe Hielscher organist at. Wiesbaden’s Cathedral a splendid player of my organ’s operas around the world because he believed on it.
Listen to my music is like to read  the book of my life and in this way all everyone really can know me.
To 2 particular instruments I dedicated much attention because I have two my sons who are continuing the musical tradition of my family playing viola (Giovanni) and Daniele (flute). With them I appreciated these instruments and I played my compositions around the world and they were my better players.
Operas for 2 pianos and piano for 4 hands are dedicated to my wife Fiorella.They signed our young musical activity both us like pianists.
I cannot forget who helped me when I studied compositions and that completed my musical personality like my unforgettable Maestro Armando Renzi.
In this musical universe, much various about of different styles, you probably will find a place where you will are able to feel this music like your music.
If it is so it will signify that I realized my desire to all persons serenity, happiness and enjoyment.

Music was the leit-motiv of all my life and it didn’t betray me but was a silent help into difficulties wich I lived. It was a wonderful surprise in addition to have a musical family, a great gift of God and it He changed my life with many satisfactions giving me the possibility to continue this route in the next future with my sons also if with 2 different instruments.