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La svolta
Altra svolta decisiva della mia vita fu l'incontro con il grandissimo
ed insuperabile M°
Fernando Germani che all'epoca incarnava la figura dell'organista
più bravo del mondo. Lo conobbi in occasione dell'esame complementare
d'organo che dovetti sostenere per procedere negli studi della composizione.
Ricordo che fino a quel momento l'organo non mi aveva interessato
più di tanto perchè la mia attività lavorativa
si svolgeva con il pianoforte. Ma nella mia Parrocchia a Roma di
S.Maria della Mercede, dopo tante lotte e sacrifici, il Parroco
era riuscito ad acquistare un grande organo Tamburini meccanico
a tre manuali e pedaliera e mi offrì la possibilità
di esercitarmi. In quel luogo e grazie alla bellezza dello strumento
nacque il mio grande amore per questo strumento.
La mattina dell'esame, quando seppi che nella commissione di organo
complementare ci sarebbe stato il grande Fernando Germani, per poco
non svenni dall'emozione. Suonare davanti a lui sarebbe stato impossibile,
mi dissi. Ma vinto il timore reverenziale entrai e mi sedetti all'organo
per eseguire uno dei piccoli Preludi e fughette di Bach. Al termine
dell'esame Germani mi chiese cosa stavo facendo in quel periodo
della mia vita e io gli riferii dell'attività pianistica.
Lui scosse la testa e guardandomi disse: "no, tu devi fare
l'organista e appena uscirai da qui segnati al corso d'organo".
Parole come queste dette dal grande Maestro fecero presa immediatamente
sul mio animo e seguii il suo consiglio. Poiché non aveva
molto tempo, mi fece fare lezione anche da un suo alunno frate che
stimava moltissimo, il Padre Egidio Circelli. Terminati gli studi
mi perfezionai presso l'Istituto di Musica Sacra sempre a Roma.
Ma dopo il diploma, scoraggiato dalla difficoltà dello strumento,
ebbi un momento di panico che mi spinse a " sentire" un'altra
voce autorevole in campo organistico, quella del M° Esposito,
Titolare della Cattedra di Organo principale presso il Conservatorio
L. Cherubini di Firenze. Da Roma partii con il morale sotto i tacchi
e quando arrivai a Firenze raggiunsi il Maestro nella Chiesa dove
teneva abitualmente le lezioni. Non avevo il coraggio di presentarmi
e così rimasi nascosto tutto il tempo dietro una colonna.
Terminata la lezione mi vide e bonariamente chiese cosa facessi
in quel posto a quell'ora. Risposi che avevo bisogno di un consiglio
da lui.
Mi diede un appuntamento nel pomeriggio, mi fece sedere all'organo
e al termine della prova sentenziò: "le tue qualità
musicali sono quelle dell'organista e la momentanea crisi dipende
dal fatto che hai preso coscienza della difficoltà dello
strumento. Non fare per ora più concerti e concentrati molto
sullo studio e soprattutto sulle Sonate in trio di Bach. Vedrai
che all' inizio sarà molto dura ma poi un giorno improvvisamente
comincerai a suonare con più sicurezza e facilità".
Infine aggiunse: "se hai qualche problema telefonami ma ricorda
che "Organisti" si diventa a 60 anni!"
Tornai a Roma galvanizzato da queste parole e studiai come mi aveva
suggerito. Da autentico mago aveva indovinato: dopo un anno le mie
mani e la mia mente erano tutt'altra cosa dal giorno del diploma.
Da "bruco" mi ero trasformato in "farfalla e corsi
al telefono per comunicare la mia felicità. Ma fui raggelato
quando una voce dall'altro capo mi disse che proprio pochi mesi
prima il grande maestro era morto. Il dispiacere che provai fu enorme.
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