Home >> Biografia >> Capitolo 8

 

La svolta


Altra svolta decisiva della mia vita fu l'incontro con il grandissimo ed insuperabile M° Fernando Germani che all'epoca incarnava la figura dell'organista più bravo del mondo. Lo conobbi in occasione dell'esame complementare d'organo che dovetti sostenere per procedere negli studi della composizione.

Ricordo che fino a quel momento l'organo non mi aveva interessato più di tanto perchè la mia attività lavorativa si svolgeva con il pianoforte. Ma nella mia Parrocchia a Roma di S.Maria della Mercede, dopo tante lotte e sacrifici, il Parroco era riuscito ad acquistare un grande organo Tamburini meccanico a tre manuali e pedaliera e mi offrì la possibilità di esercitarmi. In quel luogo e grazie alla bellezza dello strumento nacque il mio grande amore per questo strumento.

La mattina dell'esame, quando seppi che nella commissione di organo complementare ci sarebbe stato il grande Fernando Germani, per poco non svenni dall'emozione. Suonare davanti a lui sarebbe stato impossibile, mi dissi. Ma vinto il timore reverenziale entrai e mi sedetti all'organo per eseguire uno dei piccoli Preludi e fughette di Bach. Al termine dell'esame Germani mi chiese cosa stavo facendo in quel periodo della mia vita e io gli riferii dell'attività pianistica. Lui scosse la testa e guardandomi disse: "no, tu devi fare l'organista e appena uscirai da qui segnati al corso d'organo".

Parole come queste dette dal grande Maestro fecero presa immediatamente sul mio animo e seguii il suo consiglio. Poiché non aveva molto tempo, mi fece fare lezione anche da un suo alunno frate che stimava moltissimo, il Padre Egidio Circelli. Terminati gli studi mi perfezionai presso l'Istituto di Musica Sacra sempre a Roma.

Ma dopo il diploma, scoraggiato dalla difficoltà dello strumento, ebbi un momento di panico che mi spinse a " sentire" un'altra voce autorevole in campo organistico, quella del M° Esposito, Titolare della Cattedra di Organo principale presso il Conservatorio L. Cherubini di Firenze. Da Roma partii con il morale sotto i tacchi e quando arrivai a Firenze raggiunsi il Maestro nella Chiesa dove teneva abitualmente le lezioni. Non avevo il coraggio di presentarmi e così rimasi nascosto tutto il tempo dietro una colonna. Terminata la lezione mi vide e bonariamente chiese cosa facessi in quel posto a quell'ora. Risposi che avevo bisogno di un consiglio da lui.

Mi diede un appuntamento nel pomeriggio, mi fece sedere all'organo e al termine della prova sentenziò: "le tue qualità musicali sono quelle dell'organista e la momentanea crisi dipende dal fatto che hai preso coscienza della difficoltà dello strumento. Non fare per ora più concerti e concentrati molto sullo studio e soprattutto sulle Sonate in trio di Bach. Vedrai che all' inizio sarà molto dura ma poi un giorno improvvisamente comincerai a suonare con più sicurezza e facilità". Infine aggiunse: "se hai qualche problema telefonami ma ricorda che "Organisti" si diventa a 60 anni!"

Tornai a Roma galvanizzato da queste parole e studiai come mi aveva suggerito. Da autentico mago aveva indovinato: dopo un anno le mie mani e la mia mente erano tutt'altra cosa dal giorno del diploma. Da "bruco" mi ero trasformato in "farfalla e corsi al telefono per comunicare la mia felicità. Ma fui raggelato quando una voce dall'altro capo mi disse che proprio pochi mesi prima il grande maestro era morto. Il dispiacere che provai fu enorme.

 

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