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Il grande salto


La vincita di tale concorso nell'anno 1977 se da una parte mi diede la soddisfazione di raggiungere quell'obbiettivo che avevo sognato da sempre, insegnare musica in una importante Istituzione musicale quale il Conservatorio, dall'altra aprì un periodo molto difficile della vita.

Non viaggiavo più nella Provincia di Roma ma settimanalmente ero obbligato a prendere l'aereo per raggiungere i miei allievi a Cagliari. La cosa, divertente e stimolante nel primo periodo, si dimostrò faticosissima nel dopo. Ricordo che mi alzavo prestissimo la mattina e ritornavo due giorni dopo completamente distrutto dalla fatica ed in più nei giorni che ero a casa dovevo insegnare privatamente, studiare organo e svolgere le mie mansioni di organista presso il P. A. S., una "vitaccia" insomma che mi fece prendere in considerazione l'idea di abbandonare Roma con tutti i miei affetti per un trapianto in un città più piccola dove potermi ricreare nuove amicizie e un altro contesto di lavoro.

Anche a Cagliari dovevo dividere il ristretto tempo di permanenza fra l' insegnamento e la "dose quotidiana" di studio all' organo cosa questa non facile anche perché non conoscendo bene la città non ero stato in grado immediatamente di reperire una Chiesa dove potermi esercitare. Fu solamente per la generosa ospitalità dell'allora Parroco di S. Lucifero, Don Nino Vacca, che ebbi a disposizione un organo Tamburini a tre manuali e pedaliera e così felicemente potei continuare il mio studio.

La bellezza della Sardegna e di Cagliari mi aiutarono molto nella scelta definitiva e così venne presa la decisione per il distacco. Cagliari mi si presentava, in campo organistico, un terreno vergine da sfruttare favorevolmente quindi mi misi subito al lavoro per ricreare tutti gli interessi che avevo lasciato a Roma.

Piano piano cominciai a districarmi nella città soprattutto per cercare una Chiesa dove inserirmi stabilmente come organista titolare e dopo varie alterne esperienze approdai felicemente presso la Chiesa di S. Rosalia nella quale esisteva un grande organo Tamburini a tre manuali e pedaliera, non pensando mai che essa mi avrebbe dato in un futuro le più grandi soddisfazioni professionali.

Lì conobbi il Superiore Padre Leonardo Pisano, un sacerdote di grande spessore culturale, con il quale avviai una manifestazione artistico-religiosa quale la "Messa degli artisti" organizzata da una nuova mia Associazione musicale "Il Cromorno" che prendeva il nome da un registro dell'organo.

 

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